PENSIERI DELLA DOMENICA

33a Ordinario

Che cosa sono i talenti? Che cosa sono le cose preziose che il Padre ci ha affidato? I talenti, le cose davvero preziose che abbiamo ricevuto in dono dall’alto sono le persone. Sì, noi siamo chiamati a prenderci cura delle persone che vivono con noi: questi sono i nostri talenti. Domenica scorsa abbiamo ospitato un gruppo di “pallavolo integrato”, ossia un gruppo di persone disabili che gioca a pallavolo insieme a persone senza problemi motori. Ebbene chi ha avuto la fortuna di passare in oratorio domenica scorsa, ha avuto la fortuna di vedere un bell’esempio di persone capaci di trafficare i propri talenti; di persone felici di stare insieme, di mangiare insieme [anche grazie a cuochi e cuoche disponibili e generosi], di giocare insieme, di divertirsi insieme (Enzo).

«Ringraziamo il Signore perché ci sono tanti uomini e donne che vivono la dedizione ai poveri e agli esclusi e la condivisione con loro; persone di ogni età e condizione sociale che praticano l’accoglienza e si impegnano accanto a coloro che si trovano in situazioni di emarginazione e sofferenza. Non sono superuomini, ma “vicini di casa” che ogni giorno incontriamo e che nel silenzio si fanno poveri con i poveri. Non si limitano a dare qualcosa: ascoltano, dialogano, cercano di capire la situazione e le sue cause, per dare consigli adeguati e giusti riferimenti. Sono attenti al bisogno materiale e anche a quello spirituale, alla promozione integrale della persona. Il Regno di Dio si rende presente e visibile in questo servizio generoso e gratuito; è realmente come il seme caduto nel terreno buono della vita di queste persone che porta il suo frutto (cfr Lc 8,4-15).

La gratitudine nei confronti di tanti volontari chiede di farsi preghiera perché la loro testimonianza possa essere feconda […].

La nostra attenzione verso i poveri sia sempre segnata dal realismo evangelico. La condivisione deve corrispondere alle necessità concrete dell’altro, non a liberarmi del mio superfluo. Anche qui ci vuole discernimento, sotto la guida dello Spirito Santo, per riconoscere le vere esigenze dei fratelli e non le nostre aspirazioni. Ciò di cui sicuramente hanno urgente bisogno è la nostra umanità, il nostro cuore aperto all’amore. Non dimentichiamo: “Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro” (Evangelii gaudium, 198). La fede ci insegna che ogni povero è figlio di Dio e che in lui o in lei è presente Cristo: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40)» (Papa Francesco, Messaggio per la VII giornata mondiale dei poveri).