23a Domenica Tempo Ordinario

Pensierino n° 226

Carissimi,

            alla ripresa del cammino dopo la pausa estiva e dopo ciò che ci ha coinvolto come Diocesi (la creazione a Cardinale del nostro vescovo Oscar) e come Comunità Pastorale (la canonizzazione del nostro parroco beato Scalabrini il prossimo 9 ottobre) viene spontaneo aprirci alla meraviglia e allo stupore per ciò che Dio continuamente opera. Vorrei che fosse questo l’atteggiamento che ci accompagna all’inizio di questo nuovo anno pastorale: meravigliarci e stupirci per l’amore di Dio che si manifesta nella nostra vita e in quella delle nostre comunità.

Un anno che ci vedrà impegnati nell’accoglienza del nostro nuovo collaboratore e responsabile della Pastorale Giovanile del nostro vicariato, don Fabio, ma anche nell’accoglienza di tanti pellegrini che da tutto il mondo verranno a visitare i luoghi Scalabriniani, tra cui la nostra chiesa di San Bartolomeo. Accoglienza che deve diventare sempre più lo stile tipico della nostra Comunità.

Un anno che vogliamo vivere anche come ringraziamento per il dono della santità, ma anche per la presenza di persone che con la loro vita sono segni vivi di Cristo in mezzo a noi. Penso in particolare al 25° di sacerdozio di don Christian, al 25° di diaconato di Mario Cairoli e ai sacerdoti che hanno vissuto il loro ministero tra noi e che lungo l’anno, mensilmente, presiederanno la S. Messa.

Vi riporto l’ultima parte dell’omelia di papa Francesco nella S. Messa con i Cardinali, martedì scorso, come invito rivolto anche a noi ad aprirci alla meraviglia e allo stupore.

“Questo, cari fratelli e sorelle, è un ministro della Chiesa: uno che sa meravigliarsi davanti al disegno di Dio e che con questo spirito ama appassionatamente la Chiesa, pronto a servire la sua missione dove e come vuole lo Spirito Santo. Così era Paolo apostolo – lo vediamo nelle sue Lettere –: lo slancio apostolico e la preoccupazione per le comunità in lui è sempre accompagnato, anzi, preceduto dalla benedizione piena di grata ammirazione: “Benedetto sia Dio…”, e piena di stupore. E questo forse è la misura, il termometro della nostra vita spirituale. Ripeto la domanda, caro fratello, cara sorella – siamo tutti insieme qui –: come va la tua capacità di stupirti? O ti sei abituato, abituata tanto, che l’hai persa? Sei capace di stupirti ancora?”

Buona settimana!

don Gianluigi