4a Domenica Tempo Ordinario

Pensierino n° 204

Carissimi, come Consiglio Pastorale della nostra Comunità, vogliamo oggi aggiornarvi sul nostro ultimo incontro dello scorso 20 gennaio. Partendo dall’anno Scalabriniano che stiamo vivendo e dal ricordo dei 150 anni dalla presenza del Beato Scalabrini tra noi come parroco di San Bartolomeo, abbiamo pensato di confrontarci sulla realtà delle migrazioni nella nostra Chiesa diocesana e nella nostra città. Abbiamo invitato, perché ci aggiornasse e ci aiutasse nel confronto, don Giusto, parroco di Rebbio e Camerlata, ma anche responsabile della pastorale dei migranti della nostra Diocesi.

Siamo partiti dalla realtà della nostra Comunità Pastorale, in particolare dai dati che emergono dal registro dei battesimi delle nostre due parrocchie. Negli ultimi 10 anni questa è la situazione per noi: I battesimi sono stati 311. Il 76,5%, cioè 238 bambini, provengono da famiglie di origine italiana e il 23,5%, cioè 73 bambini, da famiglie di altre nazionalità, soprattutto provenienti dalle Filippine, dal Salvador, dall’Equador e dallo Sri Lanka, ma anche da altre nazioni. La nostra comunità cristiana sta assumendo una dimensione sempre più mondiale, senza contare la presenza di famiglie appartenenti ad altre religioni o tradizioni.

Don Giusto ci ha offerto alcune considerazioni e prospettive che certamente riprenderemo, ma che possono diventare occasione di confronto, di riflessione e di ricerca di concretizzazione nella nostra Comunità. Ecco, in modo sintetico, alcune sottolineature di don Giusto:

  1. La presenza di persone provenienti da altre nazioni non è nuovissima per la nostra città, ma oggi è certamente più evidente.
  2. Davanti a questa realtà le domande che ci dobbiamo porre sono soprattutto due:
  • Cosa Dio vuole da noi? Partendo dalla lettera agli Efesini (2,13-18) e dagli Atti degli Apostoli (2,1-13) si può cogliere come a Dio sta a cuore che il mondo sia un’unica famiglia, dove vengono abbattuti i muri di separazione tra i popoli e dove le diverse lingue non diventano motivo di divisione, ma di comprensione reciproca.
  • Cosa desiderano queste persone e famiglie dalla nostra comunità? Certamente l’ascolto reciproco e la capacità di progettare insieme.
  1. È bene confrontarci con altre realtà simili alla nostra, cominciando dal confronto tra alcuni membri del nostro Consiglio Pastorale e quello di Camerlata e Rebbio. Spunti e suggerimenti possono arrivare anche dalle conclusioni del “Sinodo minore” della diocesi di Milano dal titolo “Chiesa delle genti”, dove si sono approfondite queste tematiche ed esperienze.
  2. Una realtà che sta accomunando tutti, anche chi appartiene ad altre religioni, è la difficoltà della trasmissione della fede alle giovani generazioni. Potrebbe nascere su questo un confronto molto proficuo per tutti.

Anche da questo primo confronto abbiamo colto come ci attendano nuove sfide che insieme vogliamo affrontare.

Buona domenica e buona settimana                                 

Don Gianluigi e il Consiglio Pastorale