Quarta Domenica di Avvento

Pensierino n° 196

Carissimi, in questo periodo di Avvento sto vivendo una duplice tensione: un profondo desiderio di silenzio, di interiorità, di serenità, per prepararmi bene al Natale, ma allo stesso tempo un dover rincorrere mille realtà, certamente importanti e alcune anche molto belle, che sono un invito ad accentuare il passo e a fare sempre di più. Due realtà che sembrano in profonda contraddizione: silenzio e attività; interiorità e impegno. Due prospettive che accomunano la vita di molte persone e che spesso provocano sofferenza per l’impossibilità di conciliarle.

Pur cercando sempre di trovare un giusto equilibrio, veramente non facile, penso che la strada che possiamo percorrere e che il Natale ci evidenzia, sia un’altra: saper restare nella complessità della vita, lasciandoci illuminare e guidare dal silenzio.

Silenzio è, sì, ritagliarci spazi e momenti nella complessità della vita, anche se non solo per stare nella tranquillità ma soprattutto per rileggere ciò che stiamo vivendo alla luce del Vangelo

È l’atteggiamento di Maria santissima che il Vangelo ci presenta così: “Custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (2,19; cfr 2,51b). Silenzio è accogliere l’opera di Dio proprio nella complessità della vita.

Ci ricorda Benedetto XVI: “Nel nostro tempo siamo assorbiti da tante attività e impegni, preoccupazioni, problemi; spesso si tende a riempire tutti gli spazi della giornata, senza avere un momento per fermarsi a riflettere e a nutrire la vita spirituale, il contatto con Dio. Maria ci insegna quanto sia necessario trovare nelle nostre giornate, con tutte le attività, momenti per raccoglierci in silenzio e meditare su quanto il Signore ci vuol insegnare, su come è presente e agisce nel mondo e nella nostra vita”. (Benedetto XVI, Udienza generale 17 agosto 2011)

don Gianluigi