PENSIERI

Natale del Signore

«Nel vangelo di Luca, quando si parla della nascita del Signore Gesù, per tre volte, in pochi versetti, si dice che il bambino è stato posto in una mangiatoia. Perché l’evangelista insiste tanto su questo particolare? Perché l’uomo ha creduto alle parole del serpente antico e si è convinto di essere una bestia. Così il Figlio di Dio non poteva che nascere là dove le bestie chinano il capo per mangiare. Ma ecco che proprio nella mangiatoia è avvenuto il mirabile scambio: Dio si è fatto uomo e l’uomo ha potuto ritrovare la sua vita più vera, la vita divina» (Enzo).

«Padre Santo,
in Cristo Signore nostro
oggi risplende in piena luce
il sublime scambio che ci ha redenti:
la nostra debolezza è assunta dal Verbo,
la natura mortale è innalzata a dignità perenne,
e noi, uniti a te in comunione mirabile,
condividiamo la tua vita immortale»
(Dal Prefazio III di Natale).

«Oggi un germoglio è spuntato dalla casa di Iesse, per fare da bastone al mondo invecchiato, perché questo vi si appoggi. Oggi è stata aperta la bocca di Eva perché dica a voce alta e a viso scoperto che la sua colpa è stata perdonata grazie a Maria che ha pagato il debito dei suoi padri con il prezioso tesoro che ha partorito alla creazione. Oggi taccia il serpente, perché parla Gabriele. Sia annientata la menzogna, perché è spiegata la verità. E passi ciò che è vecchio, perché tutto è stato rinnovato dal parto della Vergine. Oggi la mano del cherubico abbandoni la lancia di fuoco, perché l’albero della vita non ha più da essere custodito. Ecco infatti che il suo frutto è posto nella mangiatoia per fare da cibo agli uomini che, di loro volontà, erano diventati simili agli animali. Oggi la grotta è diventata una stanza nuziale per quello sposo celeste che ha voluto unirsi alla stirpe degli esseri terrestri e sostenerli nella loro ascensione dalle profondità alle altezze. Oggi è stata chiaramente spiegata la rivelazione di Giacobbe: il Signore che stava sulla cima della scala, ecco è sceso per far salire in cielo gli uomini. Oggi l’aurora si è manifestata dalla grotta e il grande sole dalle fonde cavità, per illuminare con il suo fulgore le profondità sotterranee, luogo che per il sole non è facile illuminare»