Casa Scalabrini

Cari parrocchiani della Comunità Pastorale Beato Scalabrini, abbiamo riaperto “Casa Scalabrini”.
Un po’ di storia.
Nel lontano 2011 abbiamo deciso di utilizzare un appartamento della parrocchia in viale Giulio Cesare 5 per accogliere i profughi. La nostra comunità è stata la prima nella città di Como ad impegnarsi per i migranti e abbiamo aperto le porte ad un gruppo di amici del Sud Sudan, scappati dalla Libia dopo aver subito molta violenza. Sono stati due anni molto belli e intensi. Poi i profughi sono andati e abbiamo utilizzato l’appartamento per il catechismo dei bambini perché erano iniziati i lavori in oratorio.
Nel 2014 abbiamo di nuovo accolto un gruppo di ragazzi del Gambia, migranti in cerca di lavoro. Per diversi motivi, nel 2015 abbiamo deciso, tutti insieme, di sospendere questa accoglienza (cfr pensierino n° 314 del 15 marzo 2015).
Infine, ora, abbiamo riaperto “Casa Scalabrini” e con un progetto molto ambizioso. In collaborazione con la Caritas diocesana che gestisce direttamente gli ospiti, accogliamo nove migranti minorenni non accompagnati. C’é un educatore professionista e un “capo casa” che vive con i ragazzi. Attorno a questi giovanotti cerchiamo di costruire progetti per l’inserimento scolastico, ma anche per le attività sportive – con la Libertas e con l’oratorio.
Si apre un’opportunità nuova per la nostra parrocchia in cui ancora una volta possiamo mettere in campo tutte le nostre risorse per fare del bene a ragazzi che sicuramente ne hanno bisogno. Il progetto di accoglienza è completamente diverso da quello degli altri anni e risolve tutte le perplessità del 2015.
Nell’estate 2016 abbiamo sistemato i bagni dell’appartamento utilizzando i soldi avanzati dall’accoglienza dei profughi del Gambia, così facendo tutti i soldi ricevuti dallo Stato per i profughi li abbiamo utilizzati per i profughi. La San Vincenzo parrocchiale ha fatto un’offerta per aiutare questi ragazzi. Alcuni volontari, compresi alcuni dei nostri ragazzi, hanno imbiancato e riverniciato i serramenti. Infine la Caritas ha portato i mobili e dall’11 novembre abbiamo iniziato questa nuova avventura.
Don Christian

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