V Domenica di Pasqua

Pensierino n° 173

Carissimi, è molto bello in questi giorni vedere che anche il nostro oratorio, pur con calma e nel rispetto delle norme, si sta in qualche modo ripopolando dopo questo lungo tempo di pausa per la pandemia. In particolare al mattino con la presenza delle scuole, sia elementari che superiori per l’attività di educazione fisica, nel pomeriggio con gli allenamenti dei ragazzi della Libertas e nelle serate con il gioco del calcetto. In più anche alcuni gruppi stanno utilizzandolo per il catechismo (V anno in preparazione alla Confermazione e prima Comunione e gli adolescenti anche in vista della preparazione del Grest). Ovviamente è ancora presto per poter aprire la nostra struttura al gioco libero e alla presenza “informale”, tuttavia siamo sulla buona strada.

Pensando a queste opportunità, che speriamo presto di ampliare, mi torna alla mente una frase che spesso sento dire: “Finalmente possiamo riprendere le varie attività!”. Ovviamente condivido in pieno questa affermazione, soprattutto dopo questi lunghi mesi di sospensione e di fatica. Vedo però anche un rischio: riprendere tutto come prima, cercando di dimenticare o almeno mettere tra parentesi quello che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo in questa pandemia; il rischio di pensare cioè che il modello vero di vita sociale e parrocchiale sia quello che è stato sospeso dal coronavirus.

Vedo invece più giusto parlare di un “nuovo inizio”, come tanti ci stanno dicendo. Ovviamente non è solo una disquisizione linguistica (meglio una parola che un’altra), ma un atteggiamento di fondo. Ciò che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo ha qualcosa di importantissimo da comunicarci e sarebbe un grosso sbaglio ricominciare tutto come se niente fosse stato.

Non sono in grado, da solo, di dire cosa significhi questo anche per la nostra comunità. Avremo bisogno di tanto confronto e di condivisione di idee per arrivare a scelte concrete. Due parole però stanno tornando con insistenza: INSIEME e FRATERNITÀ. Avremo modo di approfondirle. Per ora vi suggerisco un brano dell’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco, scritta molto prima della pandemia (2013), e molto illuminante per le nostre comunità cristiane:

“Ai cristiani di tutte le comunità del mondo desidero chiedere specialmente una testimonianza di comunione fraterna che diventi attraente e luminosa. Che tutti possano ammirare come vi prendete cura gli uni degli altri, come vi incoraggiate mutuamente e come vi accompagnate: ‘Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri’ (Gv 13,35). E quello che ha chiesto con intensa preghiera Gesù al Padre: ‘Siano una cosa sola…in noi…perché il mondo creda’ (Gv 17,21). Attenzione alla tentazione dell’invidia! Siamo sulla stessa barca e andiamo verso lo stesso porto! Chiediamo la grazia di rallegrarci dei frutti degli altri, che sono di tutti”. (99).

Buona settimana e buon Mese di Maggio!

Don Gianluigi

Facebook
YouTube