32a Ordinario

Pensierino n° 145

Carissimi, volevo aggiornarvi sull’ultimo incontro del Consiglio Pastorale vissuto domenica 25 ottobre. Per la verità all’inizio avevamo pensato quella giornata come all’assemblea annuale della nostra Comunità, poi viste le restrizioni per il Coronavirus l’abbiamo dovuta ridurre fino ad arrivare ad incontrare solo i membri del Consiglio. È stata comunque una occasione preziosa per ritrovarci con più distensione e maggior tempo per il confronto tra noi.

Siamo partiti, per i nostri approfondimenti, dall’omelia che il Vescovo Oscar ha tenuto nella nostra comunità il 20 settembre, giorno che abbiamo dedicato al ricordo di don Roberto, ucciso 5 giorni prima, alla memoria del Beato Scalabrini (divenuto nostro parroco 150 anni fa) e al saluto di don Carlo.

Proprio da queste tre realtà è partito il nostro confronto in tre gruppi e poi nella sintesi in assemblea. Sono emerse alcune prospettive che vorrei condividere con tutti. Ne anticipo alcune in maniera sintetica, in attesa di poterle presentare tutte ed approfondirle in un prossimo incontro comunitario o nei singoli gruppi della Comunità Pastorale

  • Don Roberto ci ha insegnato uno stile di donazione a tutti i fratelli, con una relazione semplice e diretta con loro, ma anche il primato di Dio nella vita (don Roberto faceva precedere alle sue giornate momenti di preghiera e di adorazione). Da questo raccogliamo un messaggio di speranza: sapendo che nessuno potrà essere come lui, tutti però possiamo fare a nostro modo qualcosa di bello e di utile per gli altri, se ripartiamo dal rapporto con il Signore.
  • La nostra Comunità è eterogenea per provenienza, cultura, religione. Partendo dall’esempio del Beato Scalabrini, si pensava a come valorizzare di più, partendo dai nostri fratelli cristiani, ma senza escludere nessuno, le tradizioni liturgiche, le feste, le tradizioni di ciascuno, per una sempre maggiore integrazione.
  • In Comunità sono presenti 30 gruppi soprattutto di adulti che operano nell’ambito formativo, caritativo, liturgico, sportivo, oratoriano… Si nota una fatica nella conoscenza reciproca e nel condividere le varie attività pensate dai gruppi stessi. Sarà necessario impegnarci di più nella comunicazione e nella conoscenza reciproca.
  • L’attuale pandemia ci ha impedito di vivere tanti appuntamenti e attività che da anni programmavamo. Sarà solo una pausa per riprendere tutto come prima oppure un’occasione per riflettere insieme su ciò che è più importane e favorisce le relazioni reciproche, come già espresso nei punti precedenti?

Confrontandomi su questo all’incontro con i giovani dai 19 anni, ho riscontrato in loro un grande desiderio di aiutare tutti noi a trovare la strada più efficace, anche attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, per crescere nella conoscenza reciproca e nel far circolare di più le notizie, le iniziative, i bisogni di ogni persona e gruppo della nostra Comunità. Anche questo un segno di speranza.

Buona settimana!

Don Gianluigi


Carissimi, vista la situazione che stiamo ancora vivendo per il coronavirus e i continui cambi di programma, avendo già preparato il pensiero settimanale sull’ultimo Consiglio Pastorale (che ho condiviso con tutti i membri del Consiglio stesso) voglio aggiungere una ulteriore riflessione.

Ci attende almeno un mese di fatiche e di diradamento della possibilità di incontrarci, pur avendo sempre la possibilità delle S. Messe che verranno al momento celebrate negli orari consueti. Un tempo di fatica aggiunto a quello che già abbiamo vissuto, ma che vogliamo vivere non solo nella speranza di superarlo, ma anche nella certezza che il rispetto delle regole, pur esigenti, sono un gesto di profonda carità verso noi stessi e il nostro prossimo.

In questi giorni sto meditando sulle omelie di papa Francesco durante l’ultimo lockdown: una miniera di sapienza evangelica. Voglio ricordarvene una, quella di venerdì 8 maggio 2020, perché mi sembra particolarmente adatta a questa nuova situazione. La potremmo intitolare “LA CONSOLAZIONE DI GESÙ”. Oggi abbiamo tanto bisogno di consolazione, ma non tanto a parole quanto nella concretezza di questa situazione difficile. Ecco le tre caratteristiche della consolazione che ci offre Gesù:

  1. Gesù consola sempre in vicinanza

Una consolazione “Nella vicinanza, mai distanti: ‘ci sono’. Quella bella parola: ‘ci sono’. ‘Ci sono, qui, con voi’. E tante volte in silenzio. Ma sappiamo che Lui c’è. Lui sempre c’è. Quella vicinanza che è lo stile di Dio, anche nell’Incarnazione, farsi vicino a noi. Il Signore consola nella vicinanza. E non usa parole vuote, anzi, preferisce il silenzio. La forza della vicinanza, della presenza. Parla poco, ma è vicino”.

  1. Gesù consola nella verità

“Una seconda traccia della vicinanza di Gesù, del modo di consolare di Gesù, è la verità: Gesù è veritiero. Non dice cose formali che sono bugie: ‘No, stai tranquillo, passerà tutto, non succederà nulla, passerà, le cose passano…’. No. Dice la verità. Non nasconde la verità. Perché Lui stesso in questo passo dice: ‘Io sono la verità’ (cfr Gv 14,6)

  1. Gesù consola nella speranza

Gesù consola nella speranza. Sì, è un momento brutto, ma «non sia turbato il vostro cuore. […] Abbiate fede anche in me» (v. 1). “Vi dico una cosa” – così dice Gesù – «nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. […] Vado a prepararvi un posto» (v. 2). Lui per primo va ad aprire le porte, le porte di quel posto, attraverso le quali noi passeremo tutti, così spero. «Verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi» (v. 3)… Non sia turbato il vostro cuore, rimanete in quella pace, quella pace che è alla base di ogni consolazione” , la pace che viene dalla certezza che Gesù è con noi tutti i giorni.

Anche in queste fatiche lasciamoci consolare da Gesù, anzi diventiamo anche noi suoi strumenti per essere sua consolazione per i nostri fratelli nella vicinanza, nella verità, nella speranza. Anche piccoli gesti come una telefonata, un interessamento, un gesto di carità, una preghiera per chi è più in difficoltà, possono essere segno della vicinanza di Gesù. Anche questo un periodo per farci consolare da Gesù e consolare i nostri fratelli.

Don Gianluigi


INDICAZIONI PER LA COMUNITÀ PASTORALE

Domenica 15, A DUE MESI DALL’UCCISIONE DI DON ROBERTO la S. Messa delle 10:00 su Espansione Tv (can.19) sarà trasmessa da San Rocco. Per questo, sempre a San Rocco, saranno sospese le due S. Messe delle 8:45 e 11:00 e resterà, quindi, solo la S. Messa delle 10:00

Per questa settimana le S. Messe resteranno agli orari soliti.

È stato preparato dalla Diocesi un modulo di autocertificazione da compilare per potersi recare in chiesa per la S. Messa. Lo potete trovare alle porte delle nostre due chiese già precompilato.

Dovete solo aggiungere i vostri dati personali, il luogo della vostra abitazione. L’orario della S. Messa potrà essere aggiunto nel momento dell’eventuale controllo delle forze dell’ordine.

Sono sospese tutte le altre attività parrocchiali, al di fuori delle S. Messe, delle confessioni e degli eventuali funerali.

Ogni settimana vi aggiorneremo sugli eventuali cambiamenti

Nel tempo di avvento, proponiamo a tutte le famiglie, oltre al sussidio preparato dalla Diocesi “ACCORCIAMO LE DISTANZE” (che trovate in chiesa) anche l’iniziativa di preghiera “LA LUCE DELLA VICINANZA” proposta dalla Commissione Famiglia diocesana, con i padri Camilliani e le suore Infermiere dell’Addolorata. Si tratta di accendere ogni giorno d’Avvento alle 20:30 un lumino sul davanzale della finestra e, uniti nella fede, recitare una preghiera per i malati e gli operatori sanitari impegnati nella lotta al covid 19. In chiesa potete trovare il cartoncino con la proposta di preghiera. 

don Pietro Bianchi, nuovo Collaboratore

Ciao! Pietro è il mio nome. Casnatese, 35 anni, da 9 prete.

Contento di esserlo, perché mi ha permesso di sperimentare la grandezza e la creatività di Dio che i piani li stravolge per costruirne, con te, di più luminosi.

Contento di essere stato 7 anni a Lomazzo, come Vicario. Una comunità che mi ha voluto tanto bene, anche al di là di ogni mio (poco) merito.

Contento della proposta del Vescovo di guidare la Pastorale Giovanile Diocesana e L’Azione Cattolica. Realtà vive della nostra Chiesa dove il campo è tutto seminato e noi poveri operai abbiamo solo da raccogliere.

Contento ora di aver accolto l’invito per una collaborazione in questa Comunità Pastorale dove la fede è accesa e tanta santità ne bagna il terreno che si preannuncia fecondo.

Contento di accogliere e vivere una fraternità sacerdotale, con don Gianluigi, don Antonio, don Rodolfo. Si sa, dai fratelli maggiori si ha sempre da imparare e molto c’è da gustare insieme, a tante tavole.

Contento di servire la Chiesa, amando Dio nei volti di questa comunità e accogliendo le sue meraviglie disseminate nella vita di ciascuno di voi, non senza ferite e lacrime.

Contento, per quello che potrò, di esserci e camminare insieme con voi. I fuochi di artificio, ho controllato, li ho finiti. Ho un vecchio Vangelo in tasca, e la mia vita da spendere. Invoco lo Spirito su me e su ciascuno. Il resto, sarà da vivere…

State allegri!

don Pietro

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