Pentecoste

Pensierino n° 122

Carissimi, lunedì 1° giugno vivremo la festa liturgica del nostro beato Giovanni Battista Scalabrini, patrono della nostra Comunità Pastorale. Lo vogliamo ricordare in particolare quest’anno, perché avremmo voluto iniziare ufficialmente, con una concelebrazione di tutti i sacerdoti nativi o passati dalle nostre due parrocchie, il ricordo dei 150 anni dalla sua nomina a parroco di San Bartolomeo (che allora comprendeva anche San Rocco e San Giuseppe). Come potete ben immaginare i nostri piani sono stati cambiati da questa emergenza di pandemia per il coronavirus che non ci permette di ritrovarci con facilità e in numero considerevole per questa ricorrenza.

Rimanderemo più in là la celebrazione ufficiale, ma non vogliamo perdere il ricordo di un parroco che in soli cinque anni di permanenza ha lasciato una traccia indelebile nella nostra comunità.

Ho ripensato molto in questi mesi di pandemia alla vita del beato Scalabrini, alla sua presenza tra noi, potendo stare più tempo in chiesa per la mia preghiera personale e per incontrare le persone che passavano. Spesso mi sono ritrovato anche nei pressi della cappella che contiene le sue reliquie. Due realtà mi sono rimaste nel cuore, pensando alla sua esperienza di vita.

La prima riguarda la sua disponibilità ad essere vicino alla sua gente, vicinanza espressa da parroco, ma anche da vescovo con le sue numerose visite pastorali e da padre dei migranti con la fondazione della grande famiglia Scalabriniana. Vicinanza alle persone, alle loro difficoltà, fatiche e gioie. Vicinanza che può sembrare difficile oggi per la necessità del distanziamento sociale, fondamentale per sconfiggere il virus. Eppure vicinanza anche oggi possibile, certo con nuove modalità forse ancora da scoprire, ma che impegnano la fantasia della carità.

La seconda riguarda invece il suo impegno nella catechesi, nella formazione cristiana addirittura pensata per i bambini della scuola dell’infanzia. Proprio mentre era parroco a San Bartolomeo ha scritto il “Piccolo catechismo proposto agli asili dell’infanzia” non solo con domande e risposte adatte ai bambini, ma anche con introduzioni pedagogiche profonde per le insegnanti. In particolare, magari fantasticando, ho pensato a cosa il beato Scalabrini ci avrebbe detto sulla fede, meglio ancora sul volto di Dio in questo tempo di prova per la pandemia. Penso sia molto importante ritornare alla sorgente della nostra fede, riscoprire il vero volto di Dio che è amore anche nei momenti più difficili della nostra vita, per ritrovare nuovo slancio, nuova forza per continuare il nostro cammino. L’invito che ho sentito rivolto a me e a tutti noi dal nostro beato è quello del coraggio, non tanto di riprendere tutto come prima, ma di interrogarci insieme su ciò che Dio ci ha comunicato anche in questa dolorosa esperienza di pandemia. Insieme possiamo scoprirlo.

Buona settimana e buona festa del Beato Scalabrini.

Don Gianluigi

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