Santa Pasqua

Pensierino n. 114

Quest’anno abbiamo vissuto la quaresima in un modo inaspettato, impossibilitati a ritrovarci insieme per celebrare il mercoledì delle ceneri e le domeniche di questo itinerario verso la Pasqua. E questo a causa delle restrizioni per tentare di frenare il contagio del coronavirus. Anche la Pasqua la viviamo senza la possibilità di riunirci per la S. Messa. Ciascuno ha già certamente fatto le sue considerazioni; molti hanno manifestato fatiche e perplessità per le drastiche decisioni prese anche per la comunità cristiana privata di ciò che è più necessario alla vita della fede e dell’unità della comunità stessa, cioè l’eucaristia domenicale e la festa della Pasqua. Certamente una grande prova per tutti che sottolinea la fragilità della nostra vita, e l’impotenza dell’uomo.

Ma la domanda fondamentale resta sempre la stessa per un cristiano: cosa Dio vorrà comunicarci attraverso questa esperienza?

Certamente dobbiamo subito sgombrare il campo da un equivoco e un pericolo: pensare che ciò che stiamo vivendo sia un castigo di Dio. Dio non castiga, ma ama e sorregge. La Pasqua ne è il segno più grande. Dio stesso offre sé stesso per la nostra salvezza, dona la sua vita sulla croce per manifestarci il suo amore. Potremmo dire: lui paga per noi! E la sua risurrezione ci fa cogliete proprio come il dono d’amore, la morte vissuta per amore è la via della vita.

Forse allora possiamo pensare che anche la quaresima “speciale” che abbiamo vissuto, con tante privazioni per la nostra comunità, le nostre famiglie, le singole persone sia un richiamo a tornare a ciò che è essenziale, direi costitutivo del nostro essere cristiani: guardare a Gesù per percorrere la sua stessa strada, per vivere la nostra vita in un continuo atteggiamento di dono e non invece di affermazione di sé. Un’ occasione anche per verificare come abbiamo vissuto in questi anni ciò che per necessità ci è stato tolto in questa quaresima e in questa Pasqua: la possibilità di celebrare insieme l’eucaristia. Quanto l’eucaristia sta trasformando la nostra vita rendendola sempre più simile a quella di Gesù?

Vista nella prospettiva del dono di Gesù nella sua morte e risurrezione, acquista un grande significato anche tutto quello che abbiamo vissuto nella privazione in questa quaresima. Un privarci per amore dei fratelli, per salvaguardare la vita e la salute degli altri. Non è forse anche questo un modo di vivere la nostra Eucaristia, privarci ma come dono d’amore per il bene degli altri?

Buona Pasqua di risurrezione, di vita nuova, di ritrovata speranza nel dono di sé come Gesù.

AUGURI!

don Gianluigi

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