Domenica della Divina Misericordia

Pensierino n° 115

Il silenzio del lunedì di Pasqua.

In questi giorni di forzata permanenza in casa, nella chiesa di San Bartolomeo è comunque passato qualcuno. Del resto la nostra chiesa è su una via di grande passaggio, anche a piedi. Si passa davanti per andare all’edicola, in farmacia, in posta, in banca, al panificio, oppure al supermercato non tanto distante. Ma oggi, lunedì di Pasqua, è veramente tutto chiuso. Anche l’edicola e la farmacia. Solo la chiesa è aperta per la preghiera personale. Forse in mattinata anche il supermercato. Pochissime macchine e qualche bus rompono il silenzio del mattino, un silenzio così profondo che permette di sentire le campane del Duomo anche dentro casa, come pure i suoni della natura. Una situazione irreale per il lunedì di pasquetta, normalmente dedicato alle gite e a momenti conviviali.

La stessa realtà che ho vissuto durante la Veglia Pasquale nella nostra chiesa, a porte chiuse, il Sabato Santo. Al momento dell’aspersione, dopo la benedizione dell’acqua, insieme, noi sacerdoti, abbiamo deciso di aprire il portone e di uscire a benedire la nostra Comunità Pastorale deserta, alle porte della chiesa. Anche lì un silenzio surreale!

Certamente non era più il silenzio del Sabato Santo, dell’attesa della Risurrezione di Gesù, ma comunque un silenzio di attesa, attesa della risurrezione da questo virus che ci sta perseguitando. Un silenzio che si è riempito subito di volti, di persone, di desiderio di incontri. I volti, le persone, gli incontri di chi cammina con noi. Di chi è nella sofferenza per la morte di una persona cara o per una malattia che improvvisamente cambia la vita. Delle persone anziane e ammalate che continuamente affido al Signore nella preghiera. Dei bambini e dei giovani pieni della gioia di vivere. Delle famiglie che continuamente stanno inventando qualcosa per vivere al meglio ogni giornata anche in questa situazione. Delle persone sole che sentono ancora di più la fatica del loro isolamento. E anche in questa situazione mi viene da ripetere: GRAZIE per questo silenzio pieno di volti, ma soprattutto per questo desiderio di incontro che non dobbiamo mai perdere. È quanto continuamente chiedo al Signore per la nostra comunità e per ciascuno: coltivare oggi il desiderio di incontri sempre più veri, sempre più profondi tra noi che, anche a distanza, possiamo vivere. Un silenzio, quello di oggi, che apre alla speranza.

Buon cammino!

Don Gianluigi

Facebook
YouTube