1a di Quaresima

Pensierino n° 108

Carissimi, in questo momento particolare di apprensione e di speranza per ciò che sta accadendo per il coronavirus, vi voglio comunicare l’emozione vissuta mercoledì sera nella preghiera in unità a distanza con tutti voi. Con don Carlo poco prima delle 20:30 sono andato in chiesa per vivere insieme questo momento, nella modalità inedita di convocarci non realmente, ma in comunione spirituale da tutte le nostre case. Sentire le campane solenni di San Bartolomeo e San Rocco e sapere che nessuno sarebbe arrivato fisicamente, ma allo stesso tempo sentirci, pur a distanza, una comunità in preghiera, mi ha profondamente commosso. Anche se da domenica non possiamo più ritrovarci per celebrare l’eucarestia, fonte della nostra vita, da questo sacramento e dalla presenza reale di Gesù proprio nelle nostre chiese, possiamo trovare la forza per vivere questo momento di prova e di fragilità, senza sentirci soli, ma parte viva di una comunità.

Anche domenica sera (1° marzo) vorremmo ripetere questa esperienza. Come ogni prima domenica del mese, vi invito a recitare il santo rosario per i malati (e sappiamo quanto ne abbiamo bisogno soprattutto oggi), non in forma assembleare in chiesa, ma unendoci dalle nostre case. Sentirete suonare le campane alle 20:30 come richiamo alla preghiera comune, anche se fatta nelle singole famiglie.

Qualcuno in questi giorni mi ha detto che sente tanto la mancanza del poterci ritrovare come comunità nella S. Messa, nella preghiera e nelle varie iniziative. Anche questa situazione può diventare un’occasione per riscoprire la bellezza dello stare insieme. Ci serva anche come memoria per quando, spero molto presto, riprenderemo la nostra vita normale. La memoria dell’importanza della relazione con l’altro visto come fratello, appartenente alla nostra stessa comunità, da accogliere, amare e con il quale condividere il cammino della vita.

A presto, in unità anche se a distanza.

Don Gianluigi