Quarta di Pasqua

Pensierino n. 73

Carissimi,

                        questa domenica vivremo la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Una intenzione, quella per le vocazioni, per la quale Gesù stesso ci ha invitato a pregare quando ci ha detto: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe” (Lc 10,2). Ci uniamo a tutta la Chiesa per chiedere a Dio il dono di tante vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata.

Voglio proporvi oggi un brano del messaggio di papa Francesco per questa giornata che ci aiuta a cogliere, ancora una volta, come ogni vocazione, anche la chiamata alla vita cristiana e al matrimonio, è in vista della fraternità e della reciprocità dell’amore.

Ecco le parole del Papa: “Penso anzitutto alla chiamata alla vita cristiana, che tutti riceviamo con il Battesimo e che ci ricorda come la nostra vita non sia frutto del caso, ma il dono dell’essere figli amati dal Signore, radunati nella grande famiglia della Chiesa. Proprio nella comunità ecclesiale l’esistenza cristiana nasce e si sviluppa, soprattutto grazie alla Liturgia, che ci introduce all’ascolto della Parola di Dio e alla grazia dei Sacramenti; è qui che, fin dalla tenera età, siamo avviati all’arte della preghiera e alla condivisione fraterna. Proprio perché ci genera alla vita nuova e ci porta a Cristo, la Chiesa è nostra madre; perciò, dobbiamo amarla anche quando scorgiamo sul suo volto le rughe della fragilità e del peccato, e dobbiamo contribuire a renderla sempre più bella e luminosa, perché possa essere testimonianza dell’amore di Dio nel mondo. La vita cristiana, poi, trova la sua espressione in quelle scelte che, mentre danno una direzione precisa alla nostra navigazione, contribuiscono anche alla crescita del Regno di Dio nella società. Penso alla scelta di sposarsi in Cristo e di formare una famiglia, così come alle altre vocazioni legate al mondo del lavoro e delle professioni, all’impegno nel campo della carità e della solidarietà, alle responsabilità sociali e politiche, e così via. Si tratta di vocazioni che ci rendono portatori di una promessa di bene, di amore e di giustizia non solo per noi stessi, ma anche per i contesti sociali e culturali in cui viviamo, che hanno bisogno di cristiani coraggiosi e di autentici testimoni del Regno di Dio

Solo attraverso questa concezione di vita in dimensione vocazionale, al servizio della comunità cristiana e della società, potranno sorgere anche le vocazioni di speciale consacrazione.

Buona preghiera e buona testimonianza di vita cristiana

don Gianluigi