34a Tempo Ordinario – Cristo Re dell’universo

   Consultazione per il Sinodo     

Quarto Ambito: MISERICORDIA E POVERI

Rispondendo, il re dirà loro: in verità vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” Mt 25,40

«Voler essere vicini a Cristo esige di farsi prossimo verso i fratelli, perché nulla è più gradito al Padre se non un segno concreto di misericordia, che per sua stessa natura si rende visibile e tangibile in un’azione concreta. Una volta che la si è sperimentata, cresce continuamente e trasforma la vita. È un’autentica nuova creazione che realizza un cuore nuovo, capace di amare in modo pieno e purifica gli occhi perché riconoscano le necessità più nascoste» (Lettera Apostolica Misericordia et misera 1-16).

Questa prossimità verso i fratelli si esprime, in modo particolare, nella sollecitudine per i poveri.

«Come possiamo esercitare la misericordia, incarnandola in atteggiamenti e gesti di carità e di attenzione verso coloro che sono oppressi dalle diverse forme di povertà?»

Qualcuno si è già certamente impegnato personalmente, rivedendo stili personali di vita o dando il proprio contributo all’interno di associazioni, di movimenti, di gruppi che si prendono cura dei poveri; qualcuno si ferma a riflettere sulle diverse forme in cui la povertà si presenta oggi, indicandole nell’insufficienza di mezzi economici e finanziari, nella fragilità delle relazioni, in un diffuso disagio psicologico e sociale, aggravato, non di rado, da una vita impostata su falsi valori.

Sono proprio i poveri, generalmente, a ricordarci che tutti siamo rivestiti, nella nostra umanità, di fragilità e di debolezza, non c’è nessuno che non sperimenti quella povertà radicale che è costitutiva dell’uomo.

«“(Ero) nudo e mi avete vestito” (Mt 25,36) pertanto, obbliga a non voltare lo sguardo davanti alle forme di povertà e di emarginazione che impediscono alle persone di vivere dignitosamente» (Lettera Apostolica Misericordia et misera 2-19).

«I poveri hanno molto da insegnarci, è necessario che ci lasciamo evangelizzare da loro. Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare a essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche a essere loro amici, ad ascoltarli e a comprenderli, ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro» (Evangelii Gaudium, 198).

Siamo così chiamati a vivere quella povertà di spirito che è strada verso la santità, andando sempre alla radice di questa vocazione, alla scelta di Cristo, per metterci in ascolto dei poveri e muoverci a una carità cristiana che vinca ogni forma di ingiustizia e sopraffazione.

Gesù stesso, nel Vangelo, avverte che questo sarà il criterio in base al quale verremo giudicati (Mt 25,34-40).

PROVIAMO A RISPONDERE:

–  indica se secondo te la tua Comunità cristiana è realmente consapevole di dover essere “povera per i poveri”

–  alla luce della proposta alta fatta da Gesù nel Vangelo, indica come a tuo parere possiamo concretamente porci, tanto a livello personale che comunitario, a fianco delle persone in difficoltà.