24a Tempo Ordinario

Pensierino n° 38

Carissimi, a fine settimana vivremo, come Comunità Pastorale un pellegrinaggio in Friuli Venezia Giulia e al Santuario Mariano di Barbana, vicino a Grado.

In questo pellegrinaggio faremo tappa anche ad Aquileia, per visitare l’antica basilica, con i suoi splendidi mosaici e il suo antichissimo battistero.

Sottolineo questa visita ad Aquileia perché ci permette di ripercorrere un lungo tratto della storia della nostra Diocesi di Como. Per più di mille anni infatti la nostra Diocesi è rimasta legata ad Aquileia, arrivando anche ad avere un rito particolare (rito patriarchino) che ha animato la vita delle nostre comunità.

Riporto in sintesi alcune notizie sintetiche sul rapporto di Como con Aquileia, per ripercorrere insieme un tratto di storia, ma anche per riscoprire le nostre radici.

Tutto ha avuto inizio con lo scisma dei Tre Capitoli e la condanna retroattiva di tre vescovi legati alla scuola di Antiochia (Teodoro di MopsuestiaTeodoreto di Ciro e Iba di Edessa), accusati di eresia nestoriana (cioè negare l’unione delle due nature di Cristo, divina e umana, in un’unica persona) nonostante fossero stati riabilitati e giudicati non condannabili dal concilio di Calcedonia del 451.

La condanna, dapprima emessa per decreto dall’Imperatore Giustiniano (544), fu poi ufficializzata nel concilio di Costantinopoli del 553 e ratificata (con molte riserve) da papa Vigilio.

Tale condanna retroattiva non fu accettata dalle Chiese del Nord Italia (Milano e Aquileia) che divennero quindi scismatiche rispetto a Roma.

Alla fine del VI secolo Milano rientrò dallo scisma: Como (non accettando la condanna che pareva contraddire il concilio di Calcedonia, in gran parte preparato nel 450 dal vescovo comasco Abbondio) si staccò da Milano e, col vescovo Agrippino, si unì all’ancora scismatica Aquileia (607).

Quando, alla fine del VII secolo, lo scisma fu ricomposto, Como rimase comunque sottoposta ad Aquileia.

Il legame millenario tra la diocesi di Como ed il Patriarcato di Aquileia terminò solamente nel XVIII secolo, quando soppresso il patriarcato tornò sotto la giurisdizione del metropolita di Milano.

Viviamo allora questo pellegrinaggio anche come ritorno alle radici storiche della nostra Diocesi, guardando però avanti a ciò che oggi la nostra Chiesa sta vivendo preparandosi al sinodo Diocesano.

Don Gianluigi

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