Seconda Domenica di Pasqua

Pensierino n° 24

Carissimi, viviamo oggi, in questa seconda domenica di Pasqua, la festa della Divina Misericordia. La nostra Comunità solennizza questo momento con il pellegrinaggio al Santuario della Santissima Trinità Misericordia a Maccio di Villaguardia. Un pellegrinaggio importante non solo per chi potrà partecipare, ma anche per tutti gli altri, perché ci riporta a quello che è il centro della nostra fede: l’amore di Dio per noi che è appunto misericordia.

Così si esprime papa Francesco nella sua prima esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”: “Nel nucleo fondamentale del Vangelo ciò che risplende è la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto” (EG 36). Un amore che trasforma la vita di chi lo accoglie. Sempre papa Francesco continua dicendo: “Il Vangelo invita prima di tutto a rispondere al Dio che ci ama e ci salva, riconoscendolo negli altri e uscendo da sé stessi per cercare il bene di tutti”. Questo è il centro di tutto il messaggio evangelico: sentirci fortemente amati da Dio, con un amore che tutto rinnova e lasciarci formare da questo amore nelle nostre azioni quotidiane.

San Giovanni, nella sua prima lettera così sintetizza quanto oggi ci è proposto: “In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccatiNoi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1Gv 4,9-10.16).

Vogliamo allora vivere così la domenica della Divina Misericordia e il nostro pellegrinaggio: un’ulteriore occasione per riconoscere il primato dell’amore di Dio per ciascuno di noi, ma anche una possibilità per trasformare tutta la nostra vita alla luce di questo amore. È questo, secondo papa Francesco, il “Profumo del Vangelo”, la novità che come cristiani dobbiamo sempre accogliere e annunciare.

don Gianluigi

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