4a Domenica Ordinario

Pensierino n° 14

Celebriamo in settimana la festa di San Giovanni Bosco, patrono della gioventù. Colgo questa occasione per richiamare a tutti l’importanza dell’impegno educativo verso i giovani di tutta la Comunità Cristiana. Strumento prezioso nella nostra realtà è certamente l’Oratorio, visto come ambiente di ritrovo, ma soprattutto come attenzione educativa di tutta la comunità verso i giovani.

Certamente la nostra Comunità Pastorale si è molto impegnata per l’Oratorio, anche con la bellissima e impegnativa ristrutturazione degli ambienti oratoriani e con una presenza di volontari che curano la formazione nella catechesi, la possibilità di un ambiente accogliente con l’apertura del bar e dei campi e con tante iniziative anche nell’ambito sportivo.

Ai catechisti, ai volontari e a tutti quelli che si impegnano per la vita del nostro Oratorio, come a coloro che ancora contribuiscono per sostenere le spese affrontate per la ristrutturazione, voglio esprimere il mio grazie.

Quest’anno poi tutta la Chiesa, su proposta di Papa Francesco, si sta preparando al Sinodo sui giovani che verrà celebrato dal 3 al 28 ottobre e avrà come tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Un’occasione per riprendere ancora con maggior impegno l’attenzione educativa della nostra Comunità.

Riporto uno stralcio del documento preparatorio al Sinodo che offro alla vostra riflessione:

“Accompagnare i giovani richiede di uscire dai propri schemi preconfezionati, incontrandoli lì dove sono, adeguandosi ai loro tempi e ai loro ritmi; significa anche prenderli sul serio nella loro fatica a decifrare la realtà in cui vivono e a trasformare un annuncio ricevuto in gesti e parole, nello sforzo quotidiano di costruire la propria storia e nella ricerca più o meno consapevole di un senso per le loro vite… Occorre valorizzare la creatività di ogni comunità per costruire proposte capaci di intercettare l’originalità di ciascuno e assecondarne lo sviluppo… Tutta la comunità cristiana deve sentirsi responsabile del compito di educare le nuove generazioni e dobbiamo riconoscere che sono molte le figure di cristiani che se lo assumono, a partire da coloro che si impegnano all’interno della vita ecclesiale. Vanno anche apprezzati gli sforzi di chi testimonia la vita buona del Vangelo e la gioia che ne scaturisce nei luoghi della vita quotidiana”.

don Gianluigi

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