Corpus Domini

Pensierino n° 423
Cari parrocchiani, il tema del Grest di quest’anno invita i bambini a riflettere sul dono della Creazione che dobbiamo contemplare e custodire. Per questo motivo don Michele ha invitato padre Maurizio Patriciello che è un testimone del nostro tempo, un prete pieno di fede, un profeta coraggioso nel denunciare i crimini. Ecco due righe per invogliarvi a partecipare all’incontro di giovedì sera.
“Qual è la storia di don Patriciello? Facciamo un passo indietro al 2013 quando, come un papà preoccupato per i figli, va a chiedere al prefetto come stava quella terra su cui si sentivano tante dicerie riguardo all’amianto. Non sapeva che, dopo quel 17 ottobre, la sua storia sarebbe cambiata per l’ennesima volta. Aveva già un senso quando, da infermiere, serviva i sofferenti. Paramedico scrupoloso, lavorava a 100 metri da casa. Poi un passaggio in auto a un bizzarro francescano rinnovato, quelli che per ubbidienza alla povertà, scalzi, viaggiano in autostop, lo aveva incuriosito. Proprio lui, lontano dalla Chiesa da tanto tempo. Alla fine Patriciello a 30 anni si iscrive a Teologia e poi diventa prete. Il vescovo lo invia a Parco Verde di Caivano, dove si contano 13 piazze di spaccio per un business di 100 milioni di euro all’anno. Un quartiere sorto dopo il sisma del 1980, una somma di povertà, da quella psicologica a quella lavorativa e morale. Lì si avvertono dei fetori terribili. Il sospetto è che vengano bruciati rifiuti industriali.
E arriva il fatidico 17 ottobre quando, suo malgrado, irrompe nei telegiornali di mezzo mondo. Fioccano articoli tradotti in svariate lingue per un incidente diplomatico con il prefetto di Napoli De Martino. Don Maurizio voleva allertare le autorità sull’emergenza di una natura violentata dai roghi al veleno che illuminavano le notti napoletane. Invece è brutalmente zittito per la sua mancanza di rispetto: non aveva dato dell’“eccellenza” al prefetto. Uscendo dal palazzo medita: ha fede che non sia vana l’umiliazione subita. Ed è così. Una ragazza assiste alle urla del prefetto e posta tutto sul web.” (testo di Nicola Nicoletti)
Da quel giorno don Maurizio è diventato “uno strumento della Provvidenza” che instancabilmente difende i bambini della sua parrocchia che a causa dell’inquinamento si ammalano e muoiono, richiama l’attenzione dell’opinione pubblica e dello Stato, annuncia un nuovo rapporto con il Creato che papa Francesco ha esposto nell’enciclica “Laudato sii”. Siete tutti invitati.

Don Christian