verbale 8 maggio 2017

La seduta si apre alle 21.05 con recita dell’Ave Maria. Sono due i consiglieri assenti. Don Giorgio fa brevemente riflettere il Consiglio a partire dal vangelo del Buon Pastore. Anche noi possiamo essere pastori della Parola di Cristo, non solo con il contenuto ma anche con il modo con cui annunciamo Cristo al mondo. Gesù stesso ci ha insegnato che il contenuto della sua Pa-rola non si può separare dal sentimento e dal modo che accompagna il vivere la Parola e il te-stimoniare la Parola. Il Vangelo ci dice anche che Cristo è la porta. Così anche noi possiamo es-sere porta della Chiesa con il nostro servizio se sappiamo riconoscere la Voce e saremo in grado di trasmetterla e di viverla.

Primo punto all’ordine del giorno è la verifica sulle modalità e sui contenuti dell’Assemblea della comunità del 19 marzo scorso. I consiglieri sono invitati da don Cri-stian ad esprimersi sulle modalità dell’assemblea, che si è svolta in oratorio nel pomeriggio. Dal-la discussione emerge che in relazione al tema affrontato (la liturgia domenicale, introdotta dalla relazione di don Simone Piani su alcuni momenti e alcune accortezze liturgiche per celebrare meglio) la proposta di tenere l’assemblea di mezza giornata in parrocchia è stata produttiva ed è in generale ben riuscita.
Da più parti viene evidenziato che questa nuova modalità ha permesso una maggiore par-tecipazione dei giovani rispetto agli scorsi anni e si fa cenno positivo al fatto che i giovani si era-no già preparati in anticipo sia sulle tematiche che sulla discussione dei lavori di gruppo. Positivi sono anche i numerosi spunti offerti dal relatore e la grande quantità di contenuti che sono emersi nelle discussioni. Viene chiesto di valorizzare maggiormente il momento finale della con-divisione dei lavori di gruppo che secondo alcuni è stato frettoloso. Confrontando questa espe-rienza con quelle passate, si nota come il momento del pranzo, che quest’anno è mancato, fos-se occasione per creare relazioni e fare comunità anche se in generale i tempi sono stati corretti e la Messa è sempre un momento eccellente per sentirsi una comunità cristiana. Viene quindi ri-badita ancora una volta l’importanza di organizzare l’assemblea in modo tale da rendere facile la partecipazione per le famiglie e per i giovani. La divisione in fasce d’età si è rivelata favorevole in relazione all’argomento trattato, anche se per altri temi potrebbe essere più produttiva la di-visione mista nei gruppi; è vero infatti che a divisione in fasce d’età rende più veloce la discus-sione, però la può anche impoverire, in ogni caso si sottolinea come questo argomento specifico si prestasse alla divisione per età.
Don Christian chiede ora di fare sintesi dei contenuti emersi per individuare una priorità e un ambito da cui partire con una proposta concreta per migliorare le nostre celebrazioni.
In molti interventi si cerca di delineare il livello di qualità e di partecipazione alla messa. Da diversi consiglieri emerge la necessità di spiegare l’importanza della messa e il significato dei suoi gesti. Per far questo serve la catechesi ma si è anche convinti che una “buona” celebrazio-ne possa di per sé avvicinare i fedeli al vero significato del gesto. Per ottenere questo scopo si vedono in generale tre punti chiave, connessi fra loro, che riguardano tre elementi della liturgia: le ministerialità, l’accoglienza e la cura liturgica.
Per ciò che riguarda le ministerialità da più parti si chiede una maggiore formazione al servizio liturgico, specie per i lettori. Da un lato si denota la mancanza di lettori e dall’altra si chiede anche una preparazione maggiore per loro. Altro momento da valorizzare è l’offertorio, di cui si perde spesso il senso e il legame che ha con la nostra vita (qui si potrebbe educare i bambini a una raccolta delle offerte o di viveri). In generale si ribadisce la necessità di far com-prendere a chi raccoglie le offerte, come ai lettori e ai chierichetti, il senso del loro servizio. L’accoglienza è individuata come un elemento cardine della Messa e di tutta la comunità: acco-gliere nella celebrazione non è solo un gesto che avviene all’inizio ma è ciò che “fa diventare nuova ogni cosa”, è ciò che permette a tutti di sentirsi parte della celebrazione, con un occhio di riguardo per gli stranieri e per i bambini. Sia l’accoglienza che la ministerialità sembrano però giocarsi sulla cura che mettiamo nella liturgia. Avere cura della liturgia significa prestare atten-zione agli aspetti particolari cercando un equilibrio che aiuti tutti a pregare meglio. Da qui deriva il fatto che il coro deve sostenere i momenti della celebrazione senza coprire la preghiera e fa-vorendo la partecipazione al canto, da qui viene anche la necessità di tenere dei canti fissi che possano aiutare a sentirsi comunità, per poter vivere la liturgia tutti insieme. È in questo modo che si può sottolineare il valore del sacro, sia con il canto che con il raccoglimento, con una ce-lebrazione che sia allo stesso tempo festosa e raccolta, “accattivante” e profonda. Si è parlato anche della presenza dei bambini piccoli, che sono un dono da accogliere ma che vanno educati al clima di preghiera e di comunità.
Al termine della discussione viene dunque deciso di avere uno sguardo ampio su tutte le Messe (non solo in relazione a quella delle 10.30 della domenica). Al di là dei pregi e dei difetti di ciascuna celebrazione, delle difficoltà nel servizio e nella qualità, si decide quindi di porre atten-zione innanzitutto al servizio dei lettori. Si chiede al gruppo liturgico di formare i lettori, di predi-sporre un calendario, di pensare a tutte le Messe anche a quelle di san Rocco dove ogni tanto è difficile trovare i lettori. Queste decisioni, in ogni caso, non lasciano in secondo piano anche una maggiore attenzione per l’accoglienza, specie per i bambini, verso il canto e verso i momenti della celebrazione, affinché venga sottolineata la centralità dei diversi momenti.

Si passa alle varie ed eventuali.
Vista l’ampia partecipazione (non solo in ambito parrocchiale) nell’incontro con lo psicope-dagogista Ezio Aceti e la sua disponibilità a tenere altri incontri in oratorio, Don Christian chiede al Consiglio quale spazio si possa dare alla proposta per armonizzarla con gli incontri dei genitori dell’iniziazione cristiana. Si decide di mantenere gli incontri con i genitori dei bambini del catechi-smo che hanno un contenuto di fede e di affiancare ad essi anche qualche incontro aperto a tut-ti, pertanto il Consiglio approva il progetto genitorialità.

Don Christian informa sulla situazione di San Rocco discussa nelle sedute precedenti. La lettera inviata a Prefetto e Sindaco è stata pubblicata anche sui giornali di Como. La situazione è stabile, con la presenza di notte di una trentina di persone che dormono nel porticato. La situa-zione resta difficile ma si cerca di evitare il bivacco dei poveri e dei profughi e il disordine; si è deciso di noleggiare un’altra toilette chimica. A livello cittadino, in previsione di nuovi arrivi, si stanno mobilitando anche la Caritas, la diocesi e la prefettura.
Continua il progetto Casa Scalabrini, che ha visto il positivo inserimento di alcuni ragazzi ospiti nelle attività dell’oratorio, mentre a San Rocco, a seguito di alcuni episodi, al posto del gruppo di profughi attualmente ospitati, entreranno due famiglie.

Per ciò che concerne le attività dell’oratorio, don Michele illustra le attività in programma (Festa dell’oratorio rivista nelle modalità organizzative, Grest e Campi estivi). Per l’oratorio vie-ne portato avanti il progetto (che ha anche i preventivi già pronti) per la realizzazione di un’area giochi per bambini e per il costo elevato dell’opera saranno proposte delle attività per raccogliere i fondi necessari.
Nel mese di maggio si giocherà il 10° torneo Gigi Meroni organizzato dalla Libertas in colla-borazione con l’oratorio e il 15 ottobre la Libertas organizza una giornata di ricordo per Meroni nel 50° anno della sua scomparsa in cui saranno presenti le scuole calcio di Como, Torino, Ge-noa e Libertas.

Per la festa dell’Addolorata del prossimo settembre si decide di invitare il vescovo emerito mons. Coletti (per la Messa delle 10.30 della domenica).

Il consiglio si chiude con la recita del Padre Nostro alle 23.20.