Domenica XXIII Tempo Ordinario

Pensierino n° 426
Carissimi parrocchiani, non so perché, ma qualche mese fa’, quando ero ancora all’oscuro di tutto, ho deciso di rilegare tutti i pensierini di questi nove anni. Ne sono usciti finora tre volumi, una copia per l’archivio parrocchiale e una copia per me. Manca il 2016/2017 e a ottobre rilegheremo anche questo ultimo volume, almeno la mia copia.
E poi inevitabilmente li ho sfogliati, ne ho riletti alcuni, tanti non li ricordavo neppure. Questi pensierini raccontano la storia di questi nove anni: dicono tanto di me: del mio carattere, delle mie idee, della mia visione della vita, della mia piccola fede; ma dicono tanto anche di voi: della vita parrocchiale, delle scelte pastorali, di tanti buoni esempi oppure problemi nascosti tra le righe.
Mi sono accorto di aver scritto davvero tanto ed è per me una grande sorpresa perché sono sempre stato insicuro nello scrivere. Quando ero in ginnasio, il mio professore di italiano don Augusto Peduzzi, ogni settimana, ci dava un tema da svolgere a casa. Per due anni – direi due lunghissimi anni – e la consegna era sempre il lunedì, immaginate come passavo il sabato e la domenica. Poi nei tre anni del Liceo, un altro mio professore di italiano don Giuliano Signorelli non mi ha mai -mai!- dato la sufficienza negli scritti e ricordo ancora che era certo che alla maturità avrei fatto una figuraccia nel tema. Questo, penso, ha generato un po’ di insicurezza sullo scrivere.
E invece adesso mi ritrovo ad aver scritto 426 pensierini, tanti articoli sulla Voce dei Borghi e anche il racconto di Casa Scalabrini con tantissime paginette. Non so se il nuovo parroco vorrà continuare il pensierino e dovrà sentirsi estremamente libero di scegliere; di sicuro, io inizierò a scrivere anche a Sondrio perché mi sembra uno strumento semplice ma molto efficace per costruire comunità. Vi ringrazio per avermi letto per ben 426 volte.

Don Christian

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