Domenica XXIX Ordinario

Pensierino n° 384

Cari parrocchiani della comunità pastorale Beato Scalabrini, come avete sentito dai giornali, Papa Francesco ha accolto le dimissioni che il vescovo Diego ha scritto – come prescrive il diritto canonico – in occasione del compimento dei suoi 75 anni di età.
Vi invito tutti a pregare per il vescovo Diego e a ringraziare il Signore per il servizio che ha svolto in mezzo a noi. Sicuramente, il preparare le valigie, riempire gli scatoloni, lasciare una casa ma soprattutto le persone con cui si è condiviso un pezzo del cammino della vita, non è una cosa semplice e possiamo solo immaginare tutti i sentimenti che si aggrovigliano nel cuore del vescovo. Per questo preghiamo.
Solitamente i vescovi, così come anche i parroci, sono simpatici ad alcuni e antipatici ad altri (se vogliamo usare parole gentili) e le critiche si ingigantiscono per una mezza frase o per una mezza scelta. Ma forse da bravi cristiani dovremmo essere capaci di andare oltre, perché un Vescovo non è solamente una persona con i suoi difetti e pregi ma nella Chiesa è il successore degli Apostoli, colui che ha in pienezza il dono dello Spirito Santo, è il buon Pastore che guida il suo gregge.
Intuite che per apprezzare un Vescovo dobbiamo avere uno sguardo di fede e una fede con un profondo senso ecclesiale. Quindi pregare per il vescovo Diego diventa anche un’occasione per riflettere sul nostro essere Chiesa, una Chiesa popolo di Dio e nella quale c’è anche la gerarchia, una Chiesa che non finisce al termine dell’ombra del campanile ma che è diocesana e universale.
Come ci ricordava il vangelo di domenica scorsa la riconoscenza è merce rara! Speriamo di aver imparato la lezione e di non ripetere gli stessi errori dei nove lebbrosi.

Don Christian

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