verbale 12 settembre 2016

La seduta si apre alle 21.05 con l’invocazione dello Spirito Santo. È assente un consigliere.
Come di consueto in questo Anno Santo, il Consiglio Pastorale si ferma ad ascoltare una breve riflessione di don Giorgio dalle letture di domenica 11 settembre (1Tm 1, 12-17; Lc 15, 1-32) e da un brano di Vangelo (Mt 18, 23-35). Questi passi mettono in luce la pienezza della misericordia del Padre e allo stesso tempo ci pongono di fronte alla difficoltà che abbiamo ad essere misericordiosi. Dall’esempio di Cristo abbiamo compreso che chi non è misericordioso non è cri-stiano eppure la nostra condizione ci dice che abbiamo ancora molta strada da percorrere. Quante volte mostriamo di essere incapaci a incontrare la misericordia? Quante volte non ci rendiamo nemmeno conto della misericordia che ci tocca? La conversione di Paolo è certamente un esempio eclatante di un uomo che riconosce e incontra la misericordia (“mettendo al suo servi-zio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento”) ma anche noi dobbiamo imparare a riconoscerla, a renderci conto che essa ha le sue radici nella nostra vita ed è nella quotidianità che dovremmo sperimentarla e praticarla. La carità ha come esperienza più bella proprio quella della misericordia, universale e quotidiana. L’interrogativo resta comunque provocante e insoluto: quante volte ci comportiamo come il fratello del figliol prodigo, e non diamo il giusto valore alla misericordia del Padre? Cristo ha mostrato il volto misericordioso del Padre per tutti. L’uomo malvagio è invece colui che ha una percezione distorta della realtà per-ché è chiuso nel suo egoismo e non mette al centro il disegno di Dio, una via di misericordia che ci viene rivelata e che dobbiamo essere sempre più capaci di accogliere, per riconoscerla, viver-la, praticarla, darla agli altri gratuitamente ed essere anche capaci di riceverla.

Don Christian prende la parola e, illustrando i punti all’ordine del giorno, chiede ai membri del Consiglio di esprimere la propria opinione riguardo alla questione dei profughi e dei migranti che si trovano nella nostra città e che il territorio della nostra parrocchia ospita, a seguito dell’insediamento del centro di accoglienza in zona San Rocco. La discussione verte su tre punti fondamentali che riguardano il recente passato, il futuro e l’informazione.
Molti membri del consiglio sottolineano con forza che è fondamentale e necessaria l’informazione per poter diffondere notizie corrette riguardo all’emergenza migranti e che fare informazione significherebbe molto per la comunità, innanzitutto per far cadere ogni pregiudizio ideologico sulla questione e poi per evitare che sia diffuso un generale senso di indifferenza, la quale viene alla luce proprio quando questa problematica, che sembrava così lontana, si rivela una situazione quotidiana.
Il fare informazione si declina anche, in quanto comunità cristiana, nel formare e nell’educare: la questione dei migranti deve divenire occasione ricca per la parrocchia per plasmare degli uomini, delle donne, dei bambini e dei giovani che, prima ancora di fare qualcosa in concreto, devono imparare a farsi i prossimi di tutti, ad accogliere la realtà, a partire dai momenti di incontro e di catechesi. Questo è già agire, perché ci dispone ad avere un atteggiamento di accoglienza non solo come cristiani ma anche come cittadini. Questo impegno deve avere una prospettiva più ampia che guarda al futuro e non solo all’emergenza temporanea, perché “i profughi e i migranti li avremo sempre con noi”.
Per quanto concerne ciò che la nostra comunità ha fatto, alcuni sottolineano che, essendo così complessa la situazione, si è correttamente preso tempo, ma ora è necessario fare qualcosa coordinandosi con chi opera all’emergenza, altrimenti si rischia di fare poco e male. Ci si rende disponibili a un’eventuale collaborazione, in accordo con le istituzioni, anche se forse dovremmo coinvolgere la comunità per Casa Scalabrini. Infatti la nostra parrocchia ha già accolto per due volte dei gruppi di profughi con risultati abbastanza positivi e che ora Casa Scalabrini (dopo una ristrutturazione avvenuta in estate) è destinata ad una prossima apertura per accogliere dei minori. Anche se quest’estate la nostra comunità poteva fare di più è giusto ricordare che siamo impegnati su diversi fronti: la mensa di via Tatti dove le nostre volontarie vincenziane hanno svolto servizio in agosto, il negozio di vestiti usati in via Morazzone, Casa Santa Luisa dove si stanno curando tutti i profughi che sono arrivati in città e infine anche il progetto “Si può fare terra”. Queste iniziative cercano di avere uno sguardo ampio sul futuro delle persone e non solo di risolvere il problema urgente, che pur è importante affrontare.
Dopo questo primo momento di confronto Don Christian interviene sottolineando i punti salienti che sono emersi: innanzitutto, coinvolgendo il consiglio pastorale della città, ci facciamo promotori di un incontro aperto a tutti in cui invitare un rappresentante della Prefettura, della Questura, del Comune, della Caritas che ci testimonino la realtà di assistenza in questa emergenza umanitaria. In secondo luogo, il parroco pone l’accento sulla questione carità: la comunità deve scegliere su cosa impegnarsi e come concentrare aiuti e forze. Quale carità possiamo fare? Con quale stile? Con quali obiettivi? Quindi il consiglio potrebbe verificare a approfondire questo aspetto e inoltre bisogna informare maggiormente la comunità delle attività di carità attive in parrocchia e non limitare la condivisione ai diretti interessati che mettono a disposizione tempo e forze. Anche su questo il Consiglio tornerà a riflettere.

Il secondo punto che viene discusso riguarda l’Assemblea comunitaria che si svolge dal 2010 a questa parte in novembre (una giornata aperta a tutti per la preghiera e il confronto su temi importanti). Don Christian mette in luce la situazione: negli anni la partecipazione è calata di molto, anche se gli argomenti sono sempre stati interessanti e al passo con i tempi e i problemi della comunità; per quanto resti quindi una bella occasione di crescita, l’involuzione nella partecipazione ci chiede se e come riproporre anche per quest’anno l’Assemblea e quali siano i problemi legati alla partecipazione comunitaria.
Alcuni interventi delineano una critica alla forma: se anche si decidesse per temi che sono stati messi in luce dalla precedente riunione del Consiglio Pastorale (carità e accoglienza, liturgia, il documento del vescovo alla nostra parrocchia, l’esortazione sulla famiglia), le difficoltà riguardano il coinvolgimento dei parrocchiani. Dalla maggioranza degli interventi si evince quindi che l’Assemblea necessita di essere rivista nelle forme, è necessario cambiare l’impostazione se si vuole ottenere il coinvolgimento delle famiglie e dei giovani. Ad alcuni è parso anche che sia stato un momento che non ha portato grande frutto, benché in ogni caso è occasione per conoscersi e confrontarsi. Si decide quindi, in attesa della prosecuzione dei lavori del Consiglio Pastorale, di rinviare l’appuntamento, per rivederne modalità e forme logistiche, e sarà da vedere se proporre almeno un incontro per non perdere l’occasione di riunire l’Assemblea parrocchiale.

Altri punti all’ordine del giorno sono rinviati alla prossima seduta del Consiglio, mentre don Christian comunica che il 9 ottobre prossimo ospiteremo per un momento di festa don Giuseppe Tentori in occasione del cinquantesimo anno di sacerdozio, mentre il 25 settembre sarà presente don Francesco Vanotti per la festa dell’Addolorata. Il 15 gennaio prossimo la nostra parrocchia ospiterà la Giornata Mondiale dei Migranti a cui tutta la comunità è invitata a partecipare insieme a uomini e donne di nazionalità diverse. Sabato 17 settembre ci sarà l’Assemblea diocesana in cui il vescovo riferirà il quadro della situazione dopo aver visitato in sette anni tutte le parrocchie del territorio.
Dandoci appuntamento per trattare le questioni più importanti a breve, e scelto il rappresentante nel Consiglio Vicariale, la seduta si chiude alle 23.15 con una preghiera di affidamento a Maria.